Siamo arrivati all’ultimo capitolo (o forse il penultimo?!) dell’ennesima crisi italiana: il leader del partito IV ha ritirato le ministre dal Governo e ha buttato giù dalla torre (forse) il premier Conte.

Se non fossimo in piena pandemia, e alle prese con una crisi economica senza precedenti, saremo qui a discutere di un nuovo copione per un film dei Vanzina, e invece…siamo dinanzi a una delle pagine più amare della storia della nostra Repubblica.

Un atto di irresponsabilità, di follia politica, che segna definitivamente lo scollamento dei partiti e movimenti in auge dalle esigenze dei cittadini.

Ancora con l’eco dei richiami all’unità istituzionale del Presidente Mattarella, e dell’invito del Papa a far prevalere il NOI sull’IO, assistiamo attoniti alla scelta antitaliana di Renzi e dei suoi.

Non ci possono essere giustificazioni in questo scellerato atto: con 80 mila morti per il Covid, una campagna di vaccinazione in pieno svolgimento e una crisi economica e sociale profonda, bloccare il Paese per qualche mese o qualche settimana (nella migliore delle ipotesi) significa dare un pugno in faccia a tutti gli italiani che hanno dovuto subire gli effetti della pandemia e delle misure anti-Covid.

S.U.D. per l’Italia esprime tutto il suo disappunto per una politica che consegna il Paese al rancore, al risentimento, all’antipolitica e disapprova la vanità di leader che hanno a cuore solo i propri progetti e non sono in grado di mettere al centro le necessità comuni.

Se la narrazione politica ci consegna un colpevole (Renzi) e uno sconfitto (Conte), la realtà è ben diversa:

gli sconfitti siamo noi tutti cittadini che ogni giorno lavoriamo sodo per cercare di assicurare un futuro alle nostre famiglie.

I colpevoli sono tutti i politici attualmente alla ribalta.

La situazione attuale è figlia di un sistema elettorale elaborato per garantire l’ingovernabilità e dare spazio a tutti i partitini e agli inciuci dei protagonisti della scena politica.

S.U.D. per l’Italia chiede ai parlamentari responsabilità e rispetto dei cittadini. Invitiamo il Presidente della Repubblica a indicare velocemente al Paese la via per uscire dall’impasse. Perché mentre loro litigano, chiudono le fabbriche, falliscono gli imprenditori, i studenti non vanno a scuola e si continua a morire a causa del Covid!

Questa crisi ci mostra in modo dirompente quanto sia necessaria un cambiamento radicale del metodo politico: è necessario un approccio pragmatico, manageriale ai problemi reali del paese per trovare soluzioni ottimali nell’interesse collettivo attraverso un coinvolgimento ampio delle parti sociali e con un confronto serio, moderato e scevro da condizionamenti e pregiudizi ideologici.

Anche per questo nasce S.U.D. per l’Italia – #SosteniamoUnitiDiritti